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La pioniera della medicina di genere: ” così ho ‘scoperto’ il cuore delle donne”

Le femmine non sono uomini in miniatura: è lo slogan che ha cambiato la storia. In ospedaleMARIANNE J. Legato è una signora che ha cambiato la storia, almeno quella della medicina. E tuttavia, o forse proprio per questo, conserva una gentilezza e una disponibilità d’altri tempi. Con un sorriso alla Angela Lansbury (l’indimenticabile Signora in giallo), si accomoda sulla poltroncina e comincia a raccontare la sua battaglia per dare dignità alle differenze tra uomini e donne in cardiologia. E soprattutto, per garantire cure più appropriate ed efficaci al sesso femminile.

«Sono figlia di un medico, che a volte, ancora piccolissima, mi portava con sé durante le visite.. Ricordo che un giorno – avrò avuto cinque anni – mi condusse in ospedale per uno dei suoi giri. Ci accolse alla porta suor Christiana, che aveva un bellissimo sorriso. E io giurai a me stessa che avrei avuto una figlia di nome Christiana. E che sarei diventata cardiologa. Così in effetti è stato».

L’ischemia nelle donne. Si laurea in medicina alla New York University. E già dalle sue prime ricerche, sulle cellule del miocardio, si accorge che il cuore delle donne ha delle caratteristiche diverse da quello degli uomini. «La American Heart Association mi aveva chiesto di scrivere un libro sull’esperienza di malattia nelle donne con ischemia. Io venivo da una educazione medica tradizionale, in cui le donne erano sostanzialmente considerate degli uomini in miniatura. Ma più andavo avanti con il libro – ricorda Legato – più mi accorgevo che c’erano tante differenze, molto importanti per la diagnosi, per la terapia, e anche per il vissuto della malattia nel sesso femminile. Detto in altri termini, spesso le donne non ricevevano le cure appropriate ». Se questo era vero per l’apparato cardiocircolatorio, poteva essere vero anche per altri distretti. Così Marianne chiede al preside della sua facoltà di poter investigare questo settore di ricerca. Erano i primi passi della medicina genere- specifica, quella che riconosce e valorizza le differenze tra maschi e femmine, e su questa base appronta cure che rispondano alle caratteristiche dei due sessi, dunque più appropriate ed efficaci.

Prodotti per le donne. Per implementare il suo progetto, Legato deve trovare dei fondi. E li trova in un posto inaspettato: «Mi capitò di fare una lecture ai ricercatori della Procter&Gamble sulla cardiologia di genere. E li convinsi che anche i loro prodotti, come qualunque altra cosa nel mondo, dovevano essere disegnati per i bisogni specifici di uomini e donne». Ad approvare i finanziamenti doveva essere il Ceo di allora, mister John Pepper, un osso duro: «Dopo due anni di estenuanti trattative, un giorno mi alzai in piedi davanti a tutti i suoi manager e dissi: dottor Pepper, io sono stufa. Non se ne fa più niente. Lui si mise a ridere, e la settimana successiva firmò un assegno da un milione di dollari per la Columbia University, destinati alla medicina di genere».

I finanziamenti. Oggi, grazie agli sforzi di Legato e di molte altre questo settore di ricerca ha piena dignità scientifica: la medicina genere-specifica ha migliorato la sicurezza dei farmaci, la diagnosi e le terapie nelle malattie del cuore in uomini e donne. Ma molti settori restano ancora poco esplorati. Perché per esempio non riusciamo a ridurre la mortalità totale delle donne trattate per l’ipercolesterolemia? Per quale ragioni nel sesso femminile l’aspirina ha un effetto diverso sull’apparato cardiocircolatorio rispetto a quello maschile? Per rispondere a queste domande oggi Legato ha una Fondazione con la quale finanzia giovani
studiosi e ricerche sul genoma. «Vorrei vedere le cose eccitanti che succederanno nei prossimi quindici anni. Siamo entrati in una fase completamente nuova della vita umana, che come la bomba atomica segna una nuova capacità di modificare radicalmente la nostra esistenza».

FONTE: Repubblica.it

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